I progetti più curiosi a favore dell’ambiente

Pitture che mangiano lo smog, scatole magiche per limitare lo spreco alimentare, nuove foreste per ridare ossigeno all’ambiente: sono sempre di più le start up impegnate nello sviluppo sostenibile

È evidente che non sia più una scelta, ma una necessità. La green economy è diventa una delle linee guida per le aziende. Che la popolazione stia aumentando e che le risorse siano limitate è un dato di fatto e bisogna farci i conti, con un cambiamento di prospettiva radicale, che fa sì che, tutti insieme, si corra ai ripari. Certo, ognuno può fare il suo e tutto serve, ma la verità è che, perché le cose cambino devvero, è necessario che le aziende, grandi e piccole, contribuiscano in modo attivo per far fronte a questa emergenza.

L’Unione Europea ha dato a tutti i Paesi degli obiettivi da rispettare entro il 2020: un utilizzo più massiccio delle energie rinnovabili, una diminuzione delle emissioni di gas serra e più efficienza energetica.

I colossi si stanno già allineando e così, per esempio, Amazon ha annunciato l’intenzione di ridurre a zero le emissioni di carbonio entro il 2040 e di usare il 100% di energia rinnovabile entro il 2030. Obiettivi un po’ lontani, ma l’impegno sembra reale visto che, intanto, l’azienda ha ordinato 100mila veicoli elettrici per le sue continue consegne  e ha investito 100 milioni di dollari in progetti di riforestazione in tutto il mondo.

Per compensare l’aumento della CO2 bisogna infatti aumentare la capacità di assorbimento e questa è una proprietà tipica degli alberi, grazie al famoso processo di fotosintesi clorofilliana. Anche il Protocollo di Kyoto ha riconosciuto il loro valore nella riduzione delle emissioni e nella lotta al cambiamento climatico.

E così, come LifeGate insegna, i passi da fare sarebbero tre:

«Il primo è calcolare le emissioni di gas ad effetto serra generate dall’attività con un metodo scientifico basato sul life cycle assessment (lca). 

Il secondo è ridurre la CO2 in eccesso grazie all’utilizzo di tecnologie più efficienti, materie prime più ecologiche o attraverso un vero e proprio re-design del prodotto. 

Il terzo è compensare le emissioni residue con l’acquisto di crediti di carbonio generati attraverso interventi di creazione e tutela di foreste in crescita».

 

Ben vengano allora idee come quella degli agricoltori di BioFarm che propongono di adottare un albero che poi verrebbe coltivato biologicamente: per ogni albero adottato ne verrà poi piantato uno in Amazonia, aiuto fondamentale per una foresta in pericolo.

Di start up impegnate a non impattare sull’ambiente e, anzi, a migliorarlo ormai ce ne sono un po’ e, nella gallery, ne abbiamo raccolta qualcuna, così che servano da buon esempio.

Greenrail

 

Giovanni De Lisi nel 2013 ha inventato Greenrail, una traversa ferroviaria ecosostenibile, che dura di più e costa meno di quella in calcestruzzo. Per molti anni ha lavorato senza sosta. E senza vedere un euro, fino alla svolta: Greenrail ha ottenuto una commessa da 75 milioni di euro negli Stati Uniti.